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venerdì 23 giugno 2017

SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE - Cos'è, come affrontarla, da cosa è causata, in che modo curarla per tornare in piena forma -

La sindrome dell'intestino irritabile


 
 
 
 E' una condizione molto comune e debilitante, che interessa circa il 10% della popolazione, soprattutto di sesso femminile e con un tasso più alto di prevalenza dai 20 ai 50 anni. È caratterizzata da fastidio o dolore addominale, associati all'alterazione della funzione intestinale ed accompagnati da gonfiore o distensione. Che cos'è la sindrome dell'intestino irritabile? La sindrome dell'intestino irritabile, che una volta veniva definita "colite spastica" o "colon irritabile", si presenta tipicamente con un fastidio o dolore addominale, che migliora dopo l'evacuazione; l'intestino può essere stitico, diarroico oppure di tipo misto, ossia con alternanza fra stipsi e diarrea. Spesso i pazienti sperimentano una riduzione della qualità della vita, e circa il 60% di essi lamenta anche debolezza ed affaticamento. L'andamento è cronico con carattere fluttuante e nel corso degli anni le riacutizzazioni dei sintomi coincidono con eventi stressanti, sia di tipo fisico (es. interventi chirurgici, infezioni virali o batteriche), che di tipo psichico (es. stress, separazioni, lutti). Le donne ne sono interessate in misura doppia rispetto agli uomini. Chi soffre di Sindrome dell'Intestino Irritabile spesso presenta sintomi anche di emicrania, ansia, depressione, fibromialgia, fatica cronica, cistite e problemi nella sfera sessuale. Quali sono le cause della sindrome dell'intestino irritabile? Le cause sono molteplici e, nello stesso individuo, non è riconoscibile un singolo fattore scatenante. Da un lato vi sono fattori psico-sociali, come il comportamento verso le malattie, aspetti cognitivi ed emotivi; dall'altro fattori biologici, come la predisposizione e la suscettibilità individuale, alterazioni della motilità del tratto digestivo, la sensibilità dei visceri, la percezione soggettiva del dolore, la flora batterica ed infezioni intestinali.



A complicare il tutto vi possono essere anche intolleranze ed allergie alimentari, l'utilizzo cronico di farmaci (es anti-infiammatori, antibiotici) e lo stress, che possono avere un ruolo nel determinare e perpetuare la presenza dei sintomi. A livello intestinale c'è il cosiddetto "secondo cervello", che è in continua comunicazione con il nostro "primo cervello". Per questo motivo, molti degli eventi stressanti a livello psichico si riflettono sull'intestino, e viceversa (problemi addominali che causano stress psicologici). La Sindrome dell'Intestino Irritabile si presenta spesso in associazione con altri disordini motori del tratto digestivo, come la dispepsia funzionale e la malattia da reflusso gastroesofageo, così come altre patologie, inclusa la malattia celiaca. Un'alta percentuale dei pazienti, inoltre, presenta cefalea, dolori alla schiena, insonnia, debolezza, fibromialgia, dolore pelvico cronico, e dolore all'articolazione temporo-mandibolare. Quali sono i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile? I sintomi tipici sono definiti da criteri diagnostici internazionali (criteri di Roma). Il dolore o fastidio addominale (insorto almeno sei mesi prima della diagnosi) deve essere presente per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi, in associazione a 2 o più dei seguenti sintomi: 1.Migliora dopo l'evacuazione 2.Inizialmente è associato con modificazioni della frequenza delle evacuazioni 3.Inizialmente è associato con modificazioni dell'aspetto delle feci Altri sintomi possono essere: •Anomala frequenza di evacuazioni (maggiore di 3 al giorno o meno di 3 alla settimana) •Alterata consistenza delle feci •Evacuazione difficoltosa (spinta eccessiva, sensazione di urgenza e di evacuazione incompleta) •Passaggio di muco •Gonfiore o distensione addominale, talvolta alternati Diagnosi La diagnosi si basa sulla classificazione sintomatologica ed è detta di "esclusione", dal momento che i sintomi sono presenti ma non ci sono malattie organiche specifiche che li giustifichino. Se sono invece presenti anche sintomi definiti "di allarme", è necessario procedere con indagini più approfondite (ad esempio la colonscopia) che saranno indicate dal medico curante. I sintomi di allarme generalmente sono: •insorgenza dopo i 50 anni di età •dimagrimento inspiegabile •anemia •febbre •sangue nelle feci •dolore che non migliora dopo l'evacuazione Se i sintomi peggiorano in seguito all'ingestione di certi alimenti, sono indicati test diagnostici per escludere allergie oppure un malassorbimento. Fra gli esami da eseguire per escludere altre cause dei sintomi vi sono: •Colonscopia: consente di esaminare l'intero colon attraverso l'introduzione di uno strumento flessibile con incorporata una telecamera e con un sottile canale attraverso il quale passare la pinza bioptica per eseguire piccoli prelievi di mucosa (biopsie) o per asportare polipi. •Tomografia computerizzata: riproduce immagini degli organi interni, a livello dell'addome e della pelvi. •Breath test al lattosio (o test del respiro): l'esame è utile per verificare se è presente la Lattasi che è l'enzima necessario per digerire gli zuccheri (lattosio) presenti nei prodotti caseari (latticini). Se l'enzima è assente, l'ingestione di latticini può essere la causa di sintomi tipici della Sindrome dell'Intestino Irritabile e l'eliminazione degli alimenti contenenti lattosio può risolvere i problemi. •Esami del sangue per la malattia celiaca: la malattia celiaca è dovuta all'allergia al glutine e si può presentare con sintomi simili alla Sindrome dell'Intestino Irritabile. Trattamenti La strategia terapeutica per la sindrome dell'intestino irritabile si basa principalmente sul trattamento dei sintomi riferiti dal paziente, essendo spesso sconosciuta la causa scatenante. L'approccio iniziale si basa su: •Un'adeguata educazione alimentare e dello stile di vita, cercando di suggerire quali alimenti e bevande possono essere utili o nocivi. •Corretta idratazione ed attività fisica appropriata. •Ai chi soffre principalmente di stipsi verranno suggeriti integratori, lassativi o procinetici a seconda del tipo di stipsi. In caso di diarrea sono utili probiotici (fermenti lattici), antibiotici non assorbibili (es. rifaximina), anti-infiammatori intestinali (es. mesalazina). Nei casi di meteorismo ed eccesso di gas intestinali sono utili enzimi digestivi, integratori a base di probiotici, piante carminative (es. camomilla, melissa, cumino). •Integratori a base di fibre e lassativi osmotici: sia le fibre solubili (es. psyllium, glucomannano) o insolubili (es crusca) che gli osmotici (es. macrogol) sono utili nei casi di associata stipsi e gonfiore. •Farmaci antidiarroici: i farmaci da banco come la Loperamide devono essere utilizzati, con cautela e sotto controllo medico, nei casi di diarrea. •Dieta di eliminazione di cibi "formanti gas": se il sintomo principale è il meteorismo e gonfiore con distensione addominale, è consigliabile la riduzione di alimenti che fermentano come le bevande gassate, l'insalata a foglia larga (es. lattuga), gli ortaggi (es. cavolfiore, piselli, broccoli), i legumi (es. fagioli, ceci, lenticchie), masticare chewing-gum, e la frutta dopo i pasti (è preferibile consumarla lontano). •Farmaci antispastici (o anticolinergici): questa classe di farmaci viene utilizzata per alleviare i dolori e gli spasmi intestinali. Esercitano anche azione anti-gonfiore ma, se assunti ad alto dosaggio, possono peggiorare la stipsi. •Farmaci antidepressivi: se i sintomi si accompagnano ad una riduzione del tono dell'umore, questi farmaci sono efficaci, in quanto aumentano i livelli disponibili di serotonina, che è il neurotrasmettitore maggiormente coinvolto nell'asse cervello-intestino, modulando sia la motilità che l'umore. •Farmaci ansiolitici: sei i sintomi si accompagnano ad uno stato ansioso, ci sono farmaci a base di benzodiazepine con o senza associazione di un antispastico. Solitamente vengono utilizzati nei casi di dolore spastico (crampi) intestinale aggravato da stress psico-fisici. Le Benzodiazepine inoltre esercitano un effetto rilassante la muscolatura intestinale. •Antibiotici non riassorbibili: sono antibiotici che non hanno un'azione sistemica (ovvero sull'intero organismo), ma solo a livello intestinale. Sono utilizzati per contrastare una contaminazione batterica del piccolo intestino che spesso può essere alla base di sintomi quali gonfiore, dolore e meteorismo. •Terapie complementari: diverse terapie non convenzionali si sono dimostrate efficaci nella cura della Sindrome dell'Intestino Irritabile, quali l'agopuntura, la terapia cognitivo comportamentale e le tecniche di rilassamento. Prevenzione Più che la prevenzione, è indicato un comportamento teso ad accettare la malattia e convivere con essa. Solitamente, i pazienti sono in grado di riconoscere eventi particolari che riacutizzano i sintomi; in questi casi è necessario assumere, sul momento, farmaci o integratori in grado di contrastare il dolore, oppure adottare tecniche già sperimentate (attività sportiva, rilassamento, training autogeno) per affrontare al meglio le situazioni "a rischio". LA PRIMA CURA CONSISTE NEL CERCARE DI NON ARRIVARE A STARE MALE - UN TEMPO SI DICEVA: "Prima di trovarsi a curare la bronchite meglio curare un raffreddore!" Quindi una corretta alimentazione, cibi integrali, riposo, fermenti lattici, sostanze nutritive mirate..........











sabato 26 novembre 2016

LO STRESS - il peggiore dei nemici per la nostra salute e per la salute dei nostri occhi...COSA FARE?

 
 
 
 
 
 

OCCHI E ALIMENTAZIONE: I CIBI CHE PROTEGGONO LA VISTA

Alcune sane abitudini di vita ci aiutano a diminuire il rischio di sviluppare gravi malattie oculari quali la degenerazione maculare senile, il glaucoma o la cataratta: proteggere sempre gli occhi dai raggi solari con occhiali da sole di buona qualità, smettere di fumare, svolgere regolare attività fisica e seguire un'alimentazione corretta.
Sappiamo tutti, fin da piccoli, che le carote fanno bene alla vista, ma forse non molti sanno che esistono anche altri cibi “protettori” degli occhi.
La ricerca scientifica ha oramai identificato una serie di nutrienti che hanno dimostrato di avere proprietà benefiche per gli occhi: anti ossidanti, luteina, zeaxantina, acidi grassi omega 3, zinco, beta-carotene, vitamine C, D ed E.
Ecco una breve lista di alimenti salva-vista:
  • Gli agrumi - Ricchi di vitamina C, gli agrumi aiutano a combattere i radicali liberi e a riparare i danni di cui essi sono responsabili. Un recente studio evidenzia come la vitamina C contribuisca a mantenere le cellule del nervo ottico in funzione.
  • Le verdure a foglia verde- Gli spinaci e il cavolo sono un’ottima fonte di luteina e zeaxantina, una sostanza protettiva delle cellule della macula che contribuisce a ridurre il rischio di contrarre la degenerazione maculare.
  • Frutta e verdura di colore giallo e arancione- Carote, zucca, patate dolci e meloni sono ricchi di beta-carotene. Peperoni gialli e arancioni, pesche sono ricchi di vitamina C e zeaxantina.
  • La soia, formidabile anti-ossidante e tutti i suoi derivati quali gli olii, il latte e lo yogurt, contengono amminoacidi essenziali, fitoestrogeni, vitamina E, nonché agenti anti-infiammatori che aiutano a mantenere gli occhi sani .
  • Le uova, contenenti acidi grassi omega 3, cisteina, zolfo, lecitina e luteina, sono grandi alleate dei nostri occhi.
  • Il pesce - Anche gli acidi grassi essenziali contenuti nel pesce, definiti Omega 3, sono fondamentali per la vista. Salmone, tonno, trota selvatica e sardine contengono grandi quantità di acido docosaesaenoico (DHA).
  • La frutta secca - Mandorle e noci sono ricche di antiossidanti e vitamina E.
  • I frutti di bosco, utili a controllare la pressione sanguigna
  • I broccoli, ad alto contenuto di vitamina C ed efficaci nell’azione detossinante.
  • Il the, soprattutto quelli verde, nero e di Colong, validissimi per combattere cataratta e DMS
  • L’avocado ricco di luteina ed efficace contro cataratta e DMS
  • Il Cioccolato fondente - Come l’uva e i mirtilli neri, il cioccolato fondente contiene flavonoidi in grado di mantenere sana la circolazione sanguigna degli occhi aiutando a conservare forti cornea e cristallino. A patto però che contenga almeno il 70% di cacao, niente sale o aromi. Il cioccolato è anche un prezioso alleato contro ipertensione ed ipercolesterolemia.
  • Il vino rosso, che contiene alte dosi di resveratrolo, fattore protettivo della macula.
L'importanza dell'olio d'oliva
Al giorno d'oggi siamo tutti diventati esperti lettori di etichette e di ingredienti, e spesso privilegiamo alimenti a basso contenuto di grassi. Oramai sembra che ci sia una versione “light” per ogni cosa!
Ma dobbiamo stare attenti perché non sempre questa è la scelta migliore, almeno per quanto riguarda l'insalata. Le insalate infatti possono essere una fonte ricchissima di vitamine e antiossidanti ma molte di queste  sostanze non possono venir utilizzate dal nostro organismo se non sono accompagnate da una giusta dose di grassi, in quanto sono liposolubili, cioè hanno bisogno dei grassi per sciogliersi ed attivarsi.
Ricercatori presso la Purdue University hanno pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research i risultati di uno studio che dimostra che per trarre i massimi benefici nutrizionali da una bella insalata la cosa migliore è condirla con una giusta dose di olio d'oliva. I ricercatori hanno offerto insalate con diversi tipi di condimenti a 29 volontari e poi hanno analizzato i valori nel sangue di sostanze nutritive come la luteina, il licopene, il betacarotene e la zeaxantina, tutti antiossidanti utili alla salute degli occhi. I valori più alti sono stati rilevati nei volontari che avevano mangiato insalata condita con olio d'oliva. Proprio il nostro olio d'oliva, meglio se extravergine,  è risultato il  migliore tipo di grasso per condire le insalate poiché con una dose limitata “attiva” al meglio tutti i nutrienti ed antiossidanti contenuti nelle verdure e consente al nostro organismo di trarne il massimo beneficio nutrizionale. Sbizzarriamoci quindi a prepararci delle belle insalate di verdure fresche e condiamole con del buon olio extravergine di oliva: saranno letteralmente un piacere per gli occhi!
 
Verdure a foglia verde scuro, quali sono le migliori?
Quante volte ci siamo sentiti dire: ”Mangiate più frutta e verdura, soprattutto verdure a foglie verde scuro”? La maggior parte di noi pensa agli spinaci e si ferma lì. In realtà ci sono molte verdure a foglia verde scuro oltre agli spinaci, e alcune di queste contengono più luteina e zeaxantina degli spinaci stessi. Sapete chi è il campione assoluto come contenuto di luteina? Il cavolo riccio.
Una porzione di cavolo riccio crudo apporta 26,5 mg di luteina, più molte altre vitamine. Le foglioline più piccole sono ottime in insalata. Altrimenti fatelo saltare in padella in olio extravergine di oliva con uno spicchio d’aglio: una porzione vi fornirà 23,7 mg di luteina.
E gli spinaci? Gli spinaci sono notoriamente un concentrato di luteina, 20,4 mg a porzione.
Cavoli verdi e rape ne contengono molto meno, circa 12 mg ciascuno, comunque più dei broccoli o del mais.
Potrete ottenere il massimo dei nutrienti da queste verdure se le consumerete saltate in padella o crude in insalata, aggiungendo sempre del buon olio extravergine di oliva.
 
 
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